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Storia della Confraternita prima del 1965, II parte.

l° Altare a destra: si ammirava un tempo il « San Giovanni Battista nel deserto » del Guercino. Ora l'originale trovasi nella Pinacoteca Civica ed in sua vece è stata collocata una copia di mano del pittore centese Antonio Guandalini.

2° Altare a destra: « Transito di San Giuseppe » dipinto in Bologna nel 1717 dal pittore Felice Torelli, patrizio veronese. Il quadro, eseguito per conto di Giovanni Donati che aveva fatto erigere la cappella nel luogo ove esisteva un ingresso laterale, era costato scudi duecento. Il gius-patronato « ab antiquo » spettante alla famiglia Donati sulla cappella medesima venne ceduto dal Dr. Francesco Barbieri di Modena, coerede del defunto zio materno Canonico Don Giacomo Donati, alla Comunità di Cento nell'anno 1861. Entro piccola nicchia, a destra della cappella, « Presepe e adorazione di pastori » gruppo di figurine in terracotta, opera pregiata del Sig. Cesare Tiazzi, patrizio centese, eseguita nel 1780.

3° Altare a destra: eravi un tempo una statua di Sant'Antonio da Padova in terracotta, di ignoto autore, fatta collocare dalla Famiglia Del Fante, sostituita poi da una statua di San Domenico.

1° Altare a sinistra: « Incredulità di San Tommaso Apostolo », buona copia del quadro di Bartolomeo Gennari, ora in Pinacoteca, eseguita dal pittore centese Alessandro Candì nel 1839.

La cappella, eretta da Don Tomaso Buonamici nell'anno 1643, venne ceduta alla Confraternita da Don Paolo Gasparini nell'anno 1715.

2° Altare a sinistra: sin dal 1633, allorché fu posto mano alla chiesa, il Cavaliere Giovan Francesco Barbieri, Ordinario della Compagnia del Rosario, aveva chiesto la concessione di una cappella. I lavori per la sua costruzione durarono a lungo se, come pare, vi si celebrò la prima messa nel 1645. La ricca ancona dorata racchiude la famosa tavola del Cristo agonizzante sulla croce, ai lati della quale stanno la Madre straziata dal dolore, la Maddalena e il fido Giovanni, opera del Guercino.

Nella volta il pittore collocò tre suoi quadri rappresentanti S. Giovanni Battista e San Francesco d'Assisi per formare il suo nome, e un Padre Eterno con una fluente barba per indicare il suo cognome. Ai lati, in due nicchie, sono le statue di San Paolo e di Sant'Antonio Abate, esprimenti il nome del fratello Paolo Antonio, opera di Giovanni Tedeschi.

La pala subì un primo restauro nel 1706 ad opera del Sig. Gennari; fu restaurata nel 1733 da Stefano Ficatelli; nel 1842 venne ripulita e foderata da Antonio Magazzari a spese del Comune che era divenuto proprietario della cappella in seguito a cessione fattane dalla famiglia Gennari nel 1839. L'ultimo restauro è quello eseguito nel 1966 a cura della Sovrintendenza alle Belle Arti di Bologna. L'intera Cappella venne restaurata dal Comune di Cento nell'anno 1867, celebrandosi il secondo centenario della morte del Pittore Centese.

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