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Storia della Confraternita prima del 1965, IV parte.

Oratorio
Breve cenno storico
Oratorio Chiesa del Rosario (Cappella Barbieri), Cento (FE)
Oratorio

Nel suo testamento il Guercino lasciava alla Compagnia del SS.mo Rosario un podere nella frazione di Asia, affinchè fossero celebrate in perpetuo pia messe alla settimana. La Compagnia ritenne insufficiente le entrate del podere in relazione agli obblighi imposti dal legato, e nella congregazione del 1° gennaio 1667 venne dato incarico al Cancelliere di rendere edotti i fratelli Gennari eredi del Guercino, di tale stato di cose. Il predio fu preso dal Demanio — precisa l'Atti — sotto il cessato Regno Italico.

3° Altare a sinistra: appartenuto alla famiglia Guidicini, vi si ammirava il famoso « S. Girolamo nel deserto » del Guercino: opera notevole per vaghezza di colore e spontaneità che, trasportata in Francia nel 1796, più non ha fatto ritorno.

In luogo dell'ammirata tela venne posto nell'altare un quadro, proveniente dalla Chiesa di Sant'Agostino, rappresentante San Girolamo e San Nicola da Tolentino con la B.V. ed il Bambino, di Benedetto Gennari seniore, ma anche questo dipinto fu levato per essere collocato nella Pinacoteca di Cento. Evvi ora il simulacro di Santa Lucia, proveniente dalla demolita chiesta dedicata alla Santa, e un affresco rappresentante la Madonna col Bambino, venerata sotto il nome della B.V. del Soccorso. Nel libro degli atti della Compagnia si legge che il 23 maggio 1621 fu portata dal Rosario vecchio un'immagine detta B.V. del Soccorso, detta prima dei Pellacani perchè si trovava presso l'orto nella « Via Zolla di Pellacani da circa 150 anni ». Il trasporto fu fatto con grande pompa e vi concorsero i Consoli, il Massaro e molto popolo di Cento.

Al centro della volta della Chiesa campeggia, entro una incorniciatura di stucco, un grande quadro del Guercino rappresentante L'ssunzione al Cielo della Vergine, opera di prima maniera, molto lodata per il senso prospettico. Nella Congregazione del 15 agosto 1652, alla presenza del Rev. Don Biagio Vitta, cappellano, veniva trattata la costruzione del Campanile. Le due campane furono fuse fra il 1654 e il 1655. Rinforzo dell'arco del presbiterio.

Consuntivo dei lavori all'interno e all'esterno della chiesa:
Sistemazione della, volta, ripresa di fessurazioni e riparazioni ai telai delle finestre completate di vetri.
Intonaco alle pareti per un'altezza di due metri circa dal pavimento. in tinteggiature varie.
Sistemazione di putrelle nell'architrave della porta centrale.
Intonaco, con rete metallica, alle pareti del portico esterno della chiesa e intonaco alla volta.
Pulitura e inverniciatura della porta centrale e di quella laterale. È stata ripulita e collocata al suo primitivo posto la lapide in marmo che ricorda Ferdinando Baruffaldi, cappellano della chiesa morto nel 1750, nella quale si legge la seguente epigrafe in dialetto centese:

VOMN E DON ANCA VU TUS ARCURDEV CH' A SON IN ST BUS E ZA CH'A PASSA' PER D'QUI DSP UNA REQUIEM ANC PER MI' DSÌMAL BEN EN' VAL SCURDA' CH'A VAL DMAND IN CARITÀ'

FERDINANDUS BARUFFALDI SACERDOS V. F.

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