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Storia della Confraternita prima del 1965, VIII parte.

Sagrestia
Breve cenno storico
Sagrestia dopo il restauro Chiesa del Rosario, Cento (FE)
Sagrestia della Chiesa del Rosario dopo il restauro

La sagrestia risale all'epoca della costruzione della Chiesa del Rosario. È una sala di forma rettangolare (6,40x4,60), con soffitto a volta, alla cui base corre una cornice in gesso. Antistante la porta che dà accesso al corridoio vi è un arco che poggia su due eleganti mensole, pure in gesso. Ultimamente è stata aperta una seconda porta che immette nel cortile; di fronte ad essa, in una grande nicchia, è collocata una statua in cotto raffigurante Sant'Antonio da Padova.

Lungo la parete nord si trovano: un cassettone in noce sormontato da un armadio a scomparti con due cimase donate all'Arciconfraternita dalla signora Ernesta Brasi vedova Malagodi, erede e nipote del sacerdote Sante Malagodi, custode della chiesa di S. Pietro in Cento; in alto un pregevole Crocifisso in legno del 1840, dono del confratello Francesco Diana.

Nella parete est si apre l'unica finestra fornita di vetri tipo cattedrale, colore giallo.

Nella parete sud si erge un maestoso armadio che custodisce una ricca ed elegante croce scolpita e dorata di stile barocco bolognese, che il priore marchese Giuseppe Rusconi donò all'Arciconfraternita nel 1837.

Sopra la porta che dà accesso alla chiesa è appeso un buon dipinto ad olio del XVI sec. raffigurante il Beato Leonardo da Porto Maurizio.

Nella parete ovest si possono ammirare un ritratto del Guercino, tela ad olio, dipinto da un discepolo, probabilmente Cesare Gennari; tre scagliole dipinte all'encausto, frammenti, forse, di antico paliotto, raffiguranti la Fede, la Speranza e la Carità; un ritratto del canonico Sigismondo Villani, a tre quarti di figura con camice di merletto, tela ad olio, opera del pittore Jacobo Pasqualini del 1641.

Questo ambiente si trovava in condizioni veramente pietose: muri scrostati, umidi e impregnati di muffa, volta segnata da numerose fessurazioni, pavimento consumato dal tempo e mobilio corroso. Molto si è dovuto fare per ridare al locale il suo aspetto primitivo e la sua sobria bellezza.

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